Salta al contenuto
Calcola Italia

Contratto a canone concordato: come funziona

Contratto a canone concordato (3+2): cos'è, quando può accedere alla cedolare secca al 10% e cosa serve verificare. Guida sintetica, non consulenza legale.

Ultimo aggiornamento:

Il contratto a canone concordato è una delle principali alternative al contratto a canone libero (4 + 4) per le locazioni abitative in Italia. È pensato per chi vuole stabilire un canone non di mercato libero, ma definito in base agli accordi territoriali sottoscritti dalle organizzazioni di proprietari e inquilini, in cambio di vantaggi fiscali per il proprietario.

Caratteristiche principali

  • Durata: tipicamente 3 + 2 anni (3 di durata iniziale, rinnovo automatico per 2 alla scadenza, salvo i casi previsti dalla legge in cui può essere disdetto).
  • Canone: non libero, ma calcolato in base agli accordi territoriali del comune di riferimento.
  • Vantaggi per il proprietario: possibile accesso alla cedolare secca al 10% (se ricorrono le condizioni), eventuali agevolazioni IMU comunali in alcuni comuni.
  • Vantaggi per l'inquilino: canone calmierato e spesso possibilità di detrazioni IRPEF se l'immobile è abitazione principale.

Differenza rispetto al contratto libero 4+4

Il contratto a canone libero 4 + 4 è il modello ordinario di locazione abitativa: 4 anni di durata iniziale con rinnovo automatico per altri 4, e canone liberamente determinato dalle parti, senza vincoli legati ad accordi territoriali.

Il canone concordato (3 + 2), invece, segue gli accordi territoriali stipulati in ciascun comune dalle organizzazioni di proprietari e inquilini: il canone non è libero, ma in cambio il proprietario può, se ricorrono le condizioni, accedere alla cedolare secca con aliquota ridotta del 10% anziché del 21%.

La scelta tra 4 + 4 e 3 + 2 dipende quindi da diversi fattori:

  • Durata desiderata del contratto.
  • Canone di mercato rispetto a quello previsto dall'accordo territoriale.
  • Comune di riferimento e relativi accordi territoriali sottoscritti.
  • Profilo fiscale del proprietario e convenienza della cedolare secca al 21% o al 10%.

L'aliquota ridotta del 10% non si applica automaticamente a tutti i contratti 3 + 2: spettanza, accordi territoriali applicabili e requisiti vanno sempre verificati caso per caso. Le informazioni in questa pagina sono a scopo informativo e non costituiscono consulenza legale o fiscale.

Connessione con la cedolare secca al 10%

Quando un contratto a canone concordato è stipulato in un comune ad alta tensione abitativa (o nei casi assimilati previsti dalla normativa), il proprietario può in genere applicare la cedolare secca con aliquota ridotta del 10%, anziché il 21% standard.

L'accesso al 10% non è automatico:

  • Il contratto deve rispettare l'accordo territoriale del comune.
  • Il comune deve rientrare nelle aree previste dalla normativa (o in altre condizioni equivalenti).
  • In molti casi serve una attestazione rilasciata dalle organizzazioni firmatarie dell'accordo territoriale.

Per verificare se nel tuo caso il 10% è applicabile, rivolgiti a un'organizzazione di categoria, a un commercialista o consulta le informazioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate.

Cosa non dice questa pagina

Questa guida non è una consulenza legale o fiscale: non entra nel merito del singolo contratto, dei requisiti specifici del comune e degli accordi territoriali, né delle attestazioni richieste. Per scegliere se e come stipulare un contratto a canone concordato, e per richiedere l'aliquota ridotta della cedolare, rivolgiti a un professionista.

Per fare i conti

Una volta verificato che il contratto rispetta i requisiti, puoi stimare l'effetto sul netto con il calcolatore di affitto netto, confrontando l'aliquota 21% e quella ridotta del 10%.

Domande frequenti

Cos'è il canone concordato?
È un contratto di locazione abitativa in cui il canone non è libero, ma è determinato in base ad accordi territoriali stipulati tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. La durata tipica è 3 + 2 anni (rinnovo automatico per ulteriori 2 anni alla scadenza, salvo casi specifici).
Che rapporto c'è con la cedolare secca al 10%?
Per i contratti a canone concordato stipulati in comuni ad alta tensione abitativa (e casi assimilati previsti dalla normativa) può essere applicabile la cedolare secca con aliquota ridotta del 10%. La spettanza non è automatica: dipende dal comune, dal tipo di contratto e dal rispetto degli accordi territoriali.
Cosa serve per accedere all'aliquota ridotta?
In genere serve un contratto effettivamente conforme all'accordo territoriale di riferimento (canone, durata, condizioni) e, in molti casi, un'attestazione rilasciata dalle organizzazioni firmatarie. Le regole pratiche variano nel tempo e per comune: meglio confermare con un'organizzazione di categoria o un professionista.
Conviene il canone concordato?
Dipende dal singolo caso. Tipicamente il canone è inferiore a quello di mercato, ma il vantaggio fiscale (cedolare al 10% se applicabile, eventuali agevolazioni IMU comunali) può compensare la differenza. La convenienza va valutata sul caso concreto.

Fonti ufficiali